Intervista al colonnello Andrea Pagliaro

Gazzetta Reporter nasce dalla collaborazione tra la Gazzetta di Parma e alcuni ragazzi del corso di scrittura creativa diretto dai professori Davide Cabassa e Vincenzo Carrano.  Dopo un primo incontro a scuola con il giornalista Francesco Monaco, i ragazzi hanno incontrato il direttore Claudio Rinaldi e la giornalista Mara Varoli nella sede del quotidiano, in via Mantova; insieme hanno deciso gli argomenti dei sei articoli pubblicati domenica scorsa sulla Gazzetta di Parma: le baby gang, il bullismo e l’ansia da voti.  Il pezzo più importante è senza dubbio  l’intervista al comandante dei carabinieri di Parma, Andrea Pagliaro, che riportiamo per intero con i preziosi consigli per prevenire bullismo e baby gang. Ieri il Comandante ha voluto esprimere il suo “sincero apprezzamento per la qualità del lavoro svolto” attraverso una lettera agli studenti coinvolti, che alleghiamo su autorizzazione del colonnello Pagliaro. 

Ecco il resoconto dell’intervista

Cosa si nasconde davvero dietro il fenomeno delle cosiddette baby gang? E cosa si può fare, concretamente, per proteggere i ragazzi dal bullismo e dalla violenza? Sono alcune delle domande al centro dell’incontro che abbiamo avuto con il colonnello Andrea Pagliaro, comandante provinciale dei Carabinieri di Parma dal 2023.

Negli ultimi anni il termine “baby gang” è entrato spesso nel linguaggio dei mass media per descrivere episodi di delinquenza minorile. Tuttavia, come spiega il Comandante Pagliaro, «In provincia di Parma non abbiamo vere e proprie gang organizzate, registriamo piuttosto la presenza di piccoli gruppi di giovani, generalmente tra i 14 e i 24 anni, composti nella maggior parte dei casi da meno di dieci persone».

Si tratta di gruppi formati sia da ragazzi italiani, sia da giovani di origine straniera di prima o seconda generazione. I comportamenti più frequenti riguardano atti di bullismo, risse, percosse, piccoli atti vandalici e disturbo della quiete pubblica. In alcune circostanze si verificano anche furti, piccole rapine o episodi di spaccio di sostanze stupefacenti.

“L’attività più diffusa resta comunque quella delle vessazioni tra coetanei – spiega il Comandante – i gruppi si radunano soprattutto nei fine settimana, nelle piazze, nelle stazioni ferroviarie o nei centri commerciali. In questi contesti possono verificarsi episodi di vandalismo urbano, graffiti sui muri, molestie o danneggiamenti di proprietà pubbliche e private”.

A questo proposito viene ricordato un episodio particolarmente violento avvenuto lo scorso anno: in un centro massaggi una donna è stata aggredita più volte da cinque minorenni con pugni e calci e il figlio è stato ferito con un macete. I responsabili sono stati individuati e arrestati grazie al lavoro delle forze dell’ordine. 

Accanto alla repressione dei reati, però, il comandante sottolinea soprattutto l’importanza della prevenzione e della tutela delle vittime. «Quando una persona decide di raccontare ciò che ha subito – spiega – è fondamentale che possa farlo in un ambiente protetto, dove si senta al sicuro e non giudicata».

Proprio con questo obiettivo è stata recentemente inaugurata una stanza dell’ascolto, uno spazio pensato per accogliere in modo meno formale chi ha bisogno di raccontare un’esperienza difficile. La stanza è stata realizzata grazie alla collaborazione con il Lions Club Montechiarugolo e con l’Associazione Nazionale Carabinieri – sezione di Parma.

Un altro fenomeno sempre più diffuso è quello del cyberbullismo, definito dal comandante come l’evoluzione digitale del bullismo tradizionale, ma con caratteristiche che lo rendono molto più devastante. Tra le forme più comuni ci sono l’invio ripetuto di messaggi offensivi o minacciosi, la diffusione di pettegolezzi falsi o crudeli, il furto di identità digitale, la pubblicazione di immagini private o la diffusione online di aggressioni fisiche registrate con lo smartphone.

Per contrastare questi fenomeni, il ruolo della prevenzione è fondamentale. «La prevenzione è lo strumento più efficace che abbiamo», sottolinea Pagliaro. «E per prevenire bisogna prima di tutto sensibilizzare».

Ma cosa può fare concretamente chi si trova davanti un episodio di bullismo? 

Il comandante Pagliaro invita tutti a non restare in silenzio. Studenti, insegnanti, genitori e compagni di scuola possono fare la differenza: segnalare una situazione di disagio non significa “fare la spia”, ma aiutare chi è in difficoltà. Per le vittime il primo passo è chiedere aiuto. Non bisogna vergognarsi: parlarne con i genitori, con un insegnante o con un adulto di fiducia è fondamentale. Restare in contatto con gli amici e non isolarsi è altrettanto importante. 

Anche i genitori hanno un ruolo decisivo. È importante mantenere un dialogo aperto con i figli, osservare eventuali cambiamenti nel comportamento e affrontare il tema del bullismo in famiglia. Monitorare l’uso dei social, utilizzare strumenti di parental control e collaborare con la scuola può aiutare a prevenire situazioni di rischio.

In caso di emergenza si può chiamare il 112, mentre il 114 Emergenza Infanzia è dedicato alla tutela dei minori. Per segnalazioni e informazioni sono attivi anche il numero verde 800.66.96.96, il Telefono Azzurro (1.96.96) e il Centro Nazionale Anti Cyberbullismo, (800.642.377).

«Chi è vittima di bullismo non deve sentirsi solo – conclude il comandante Pagliaro – perché le istituzioni sono al suo fianco».

Un messaggio semplice, ma fondamentale: solo con l’impegno di tutti è possibile costruire una comunità più attenta e sicura.

Emma Rosselli, Niccolò Martani e Chiara Giovinazzi del Liceo Albertina Sanvitale 

lettera ringraziamenti colonnello Pagliaro
articolo pubblicato sulla Gazzetta
corso scrittura

Ecco il link del video promozionale realizzato da Alessandro Trauzzi, pubblicato sul sito della Gazzetta di Parma:

https://www.gazzettadiparma.it/parma/2026/03/21/video/gazzetta-reporter-domani-due-pagine-firmate-dagli-studenti-del-liceo-sanvitale-video-931863/